FUMO DI CHINA n° 178:  UN ESTRATTO DALL'EDITORIALE


What if...? Fiction all'italiana

di Paolo Guiducci

Cinema, televisione e radio, certo, ma ovviamente anche libri, quotidiani e periodici. Fino a comprendere pubblicità, musica, Internet e videogiochi.

La radiografia dell’industria della  comunicazione in Italia realizzata dalla Fondazione Rosselli "fotografa" lo stato dell’arte dei media nel 2008 e nella prima metà del 2009. Le "radiazioni" di questo XII rapporto IEM non individuano il fumetto, e questo è già un indizio interessante. I comics muovono così poco mercato da scomparire davanti ai fatturati delle industrie della comunicazione. Dal punto di vista industriale, il fumetto in Italia non fa "creatività".

Il rapporto offre altre indicazioni interessanti. L’audiovisivo, per esempio, che pure si fonda su 860 imprese, può esibire un fatturato importante. Nel 2008 si parla di 1,5 miliardi di euro, con un balzo in avanti del 6% rispetto all’anno precedente. A fronte di un portafogli così cospicuo, però, l’audiovisivo non sorride davanti alla sua redditività. Il rapporto utile/fatturato, infatti, in questo universo, nelle ultime stagioni si è progressivamente ridotto, scendendo fino alla soglia dell’1%. Grande fatturato, redditività bassissima, dunque, molto più bassa di quella prodotta dall’editoria. E dal fumetto.

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