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Anche il “graphic journalism” contro il commercio delle armi

Anche il “graphic journalism” contro il commercio delle armi Anche il “graphic journalism” contro il commercio delle armi
Bella iniziativa del Messaggero dei Ragazzi a gennaio 2020: un dossier in stile "graphic journalism" contro il commercio delle armi, pubblicato anche sul Messaggero di sant'Antonio e nell'edizione italiana per l'estero, con una copertina provocatoria di una pubblicità americana di fucili giocattolo!

La copertina presenta il tema per niente giocoso, ma di preoccupante attualità: “Il commercio delle armi”. Il dossier di gennaio di Camilla Zaza (qui due sue pagine) utilizza la tecnica del graphic giornalism per parlare di un mercato che purtroppo non conosce crisi, come emerge da uno studio dell’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma. Una settantina i Paesi produttori ed esportatori di armi nel mondo; 5 i maggiori esportatori (USA; Russia, Francia, Germania e Cina) che collezionano tre quarti del mercato internazionale, seguiti dai 28 Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia. Dove vanno a finire le nostre armi? Chi le compra? Cosa prevede la legge italiana? E, soprattutto, armati siamo davvero più sicuri?

Al clima di violenza che alimenta il mercato delle armi è dedicata anche la rubrica Cose Nostre di fra Fabio Scarsato intitolata “Dis-armiamoci e partiamo”. Da due fatti di cronaca che hanno come vittima o come carnefice dei ragazzi e come comune denominatore le armi, il francescano chiama in causa gli adulti, da quelli che dalla vendita di armi ci guadagnano, a quelli che invocano a vario titolo come soluzione ai conflitti bombe intelligenti, mine antiuomo, aerei da guerra.

“Yeman e Neka, la vita come un film” è la bellissima storia di due ragazzi arrivati dall’Etiopia da bambini e oggi grandi campioni dello sport raccontata da Adalberto Scemma. Yeman, 23 anni, oro agli Europei giovanili di cross e nuovo record italiano, e il fratello Neka, 25 anni, maratoneta e vincitore al mondiale di corsa in montagna, sono due degli otto fratelli che i coniugi milanesi Crippa hanno adottato per salvarli dalla guerra che ha dilaniato l’Etiopia e ucciso i loro genitori. Alla vicenda dei due giovani è stato dedicato anche un docufilm di Matteo Valsecchi.

San Francesco la definiva «umile, preziosa e casta», umile perché scende verso il basso, preziosa perché disseta, casta perché è trasparente. Un bene di immenso valore, di cui ci accorgiamo soprattutto quando manca, tanto da considerarla “oro blu”. Al potere di dissetare di sorella acqua e alla sete è dedicata la nuova puntata dell’inchiesta “I magnifici sette” sulle opere di misericordia corporale. Davide Penello si occupa di “dare da bere agli assetati” e in “Una sete da morire” racconta, come di consueto con l’aiuto delle testimonianze di adolescenti, la sete materiale e quella spirituale.

Novità sul versante fumetti. Inizia questo mese una nuova avventura della serie GEO della casa editrice d’Oltralpe Dargaud pubblicato in esclusiva per il MeRa. La storia dal taglio antropologico di Beka e Marko, tradotta da Luisa Varotto, si intitola “La cantastorie dei ghiacci” ed è ambientata nell’Artico, tra la popolazione degli Inuit. La protagonista è Buniq, una ragazzina che, sfidando le regole del suo clan, vuole diventare una cantastorie, attività riservata tradizionalmente ai maschi. Per far questo chiederà aiuto al nonno, che sentendo il peso degli anni, vorrebbe come consuetudine degli Inuit abbandonare il clan, sedersi sul ghiaccio e aspettare la morte. Una sorta di racconto di formazione a strisce che parla di affermazione femminile e rispetto.


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