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La “top 10” dei volumi di Batman che vorremmo

La “top 10” dei volumi di Batman che vorremmo La “top 10” dei volumi di Batman che vorremmo

A completamento della nostra “top 10” dei volumi su Batman pubblicati nei suoi primi 2 anni di gestione DC dalla Panini Comics che abbiamo pubblicato su FdC n.316 nelle migliori edicole e fumetterie (e qui ordinabile anche via PayPal), ecco un altro gustoso “extra” nel nostro sito web.

Si tratta di una ulteriore “top 10”, dedicata questa volta ai volumi su Batman che aspettiamo da ora in poi, redatta da Mario Moschera di the Flywas Show: speriamo di vederne presto qualcuno... e buona lettura!





Batman, un po’ come il colore del suo mantello, non passa mai di moda. Specie adesso che è uscito un nuovo film al cinema (The Batman di Matt Reeves, ovviamente), le occasioni per rispolverare alcune tra le sue storie più belle non mancano di certo. La Panini Comics, casa editrice in grado di ben interpretare lo zeitgeist, ne ha approfittato per posizionare sugli scaffali delle librerie alcune tra le storie più iconiche del Cavaliere Oscuro. Così nuovissime e bellissime edizioni di Anno Uno, il Lungo Halloween, Arkham Asylum tornano a infestare gli incubi di nuovi appassionati e vecchi collezionisti.... anche grazie alla bella “top 10” pubblicata su FdC n.316.

Ma esiste anche una Gotham trasversale, meno nota e di conseguenza meno frequentata, che meriterebbe gli onori di una nuova ristampa in modo da essere apprezzata dalle nuove generazioni. Questa piccola guida è scritta con l’intento di introdurvi ad alcune delle storie che hanno definito Batman e il suo universo e che da troppo tempo mancano nel circuito delle nuove edizioni.

Siete pronti? Bene mettetevi comodi, ché il viaggio è lungo. Ed è un viaggio che non può che iniziare da Legends of the Dark Knight. Serie antologica partita a ridosso del film di Tim Burton e durata 215 episodi. La serie venne progettata per raccontare storie in archi narrativi già pronti per l’edizione in volume con un’impronta profondamente autoriale. Da Matt Wagner a Tim Sale, da Warren Ellis a Bryan Talbot. In epoca recente ci aveva fatto un pensierino la Planeta De Agostini a una ristampa integrale, purtroppo interrotta con la fine dei diritti, e ripresa nello stesso formato da RW Lion per una manciata di numeri. Ma il mio sogno è una edizione cartonata ricca di note e riferimenti bibliografici. Chiedo troppo? Forse. O forse no.

Rimanendo in tema serie complete, farei un salto immediato in uno dei più originali team al femminile che l’universo DC ha mai avuto. Sviluppata da Chuck Dixon ma raggiunto il clamore in tempi più recenti grazie alle storie di Gail Simone, Birds of Prey raccoglie le storie di un non-gruppo guidato da Barbara Gordon che, dismessi i panni di supereroina a seguito degli avvenimenti della celebre storia The Killing Joke, diventa Oracolo, pirata informatico e hacker “etico” con due star d’eccezione sul campo (Black Canary e la Cacciatrice) e un rooster di altri personaggi che compaiono a rotazione. La Planeta aveva iniziato una pubblicazione integrale nel suo formato tascabile super economico interrotto, anche in questo caso, dalla resa dei diritti DC.

Anche sulle storie Planeta (anche se in questo caso parzialmente ancora inedite in Italia), c’è tutta la prima serie di Nightwing a meritare una revisione integrale. Dick Grayson che fa il poliziotto di periferia con atmosfere urbane per uno dei personaggi meglio evoluti e sviluppati del rooster DC. La prima parte venne pubblicata in volumi brossurati, proseguendo poi prima su Batman e poi su un mensile omonimo. Soprattutto nelle storie della prima metà degli anni Duemila ci troviamo davanti un personaggio adulto, risolto e fallibile. Il perfetto prototipo dell’eroe dei comic book.

Una storia che ho sempre amato, per via del modo in cui tutte le testate della Bat-family andavano a fondersi in una continuity armonica è Terra di Nessuno. Dopo lo shock di un terremoto in Cataclisma, il governo degli Stati Uniti decide di chiudere Gotham City fuori dalla nazione lasciandola in mano dei pochi sopravvissuti. Si tratta di una storia di ricostruzione che vede la città trasformata in terreno di conquista. Tra le altre cose vide comparire Harley Quinn a Gotham, fino a quel momento personaggio della serie animata e Cassandra Cain, la nuova e futura Batgirl. Pubblicata a puntate da Play Press e in seguito anche da Planeta e Lion, non ha mai potuto vantare l’edizione in cartonato che merita.

Rimanendo in tema “riot grrls”, c’è un’altra serie degli anni Dieci che meriterebbe una bella edizione, se non altro per le tavole stupende e per l’intreccio dei personaggi. Non è un caso che all’epoca ci fosse un gigante della narrazione noir a scriverci sopra. Sto parlando di Gotham City Sirens scritto da Paul Dini. Il primo passo verso la redenzione di Harley Quinn e della sua relazione saffica con Poison Ivy. A condire il tutto, una Catwoman mai così in bilico tra legalità e illusioni di potere. Sono storie pubblicate in brossurato anche da Lion, ma che non sfigurerebbero affatto pubblicate in una edizione deluxe.

Parlando del Ragazzo Meraviglia, invece, ci si dimentica spesso che, prima di vestire i panni di Cappuccio Rosso, Jason Todd era un Robin a tutti gli effetti e, proprio la sua apparizione (in Batman n.357, 1983) diede il via al grande ritorno del Cavaliere Oscuro, in formato gigante per giunta, in Italia grazie a Glénat. Erano gli anni Novanta e in quel momento era davvero possibile poter entrar in edicola e trovare una pletora di fumetti di qualsiasi genere. La rivista dedicata a Batman, intitolata a nuove e vecchie super storie, permetteva a tutti di avvicinarsi al personaggio dopo anni di pubblicazione col contagocce sulle pagine del Corto Maltese edito da Rizzoli. Quelle storie, che porteranno nel 1988 alla tragica morte di Jason di recente ristampata in formato deluxe, sono un concentrato di classicismo e modernità. Non dico che andrebbe recuperato tutto in prestigiosi Omnibus, ma sicuramente una selezione ragionata porterebbe a una miglior contestualizzazione del Crociato Incappucciato.

Sprofondando nel classicismo più sfrenato, c’è un arco narrativo datato 1977 che hanno vantato perfino una pubblicazione in formato cartonato ai tempi della Planeta DE Agostini. Le storie di Steve Englehart e Marshall Rogers (con uno spunto iniziale di Walter Simonson) raccontano un Cavaliere Oscuro alle prese con Hugo Strange e il Doctor Phosporus ma che più che altro deve difendersi da Silver St. Cloud, uno degli interessi amorosi di Bruce Wayne che, grazie al puro intuito femminile, riuscì a scovare l’identità dell’Uomo Pipistrello. Il ciclo narrativo partiva da Detective Comics n.469.

Storicamente successiva di pochi anni a Legends, nel 1992 venne varata un’altra serie dedicata a Bats. L’idea questa volta era quella di integrarla alla continuity dei titoli principali, pur mantenendo uno sguardo maggiormente introspettivo e focalizzato sui villain che compongono la rogue gallery del personaggio. Batman: Shadow of the Bat, era principalmente scritta dal veterano Alan Grant. Nel primo arco narrativo The last Arkham s’incentrava su due nuovi personaggi che si andavano a inserire nel contesto dell’Asylum: Jeremiah Arkham e Victor Zsasz. Alle matite tra gli altri Norm Breyfogle, contribuendo a definire uno stile revisionista dal classico aroma “brit”.

C’è un volume quasi mitologico, che raccoglie storie che, a seconda del reboot DC del momento possono o meno essere in continuity, ma che di fatto fa da prologo alla genesi di Damien Wayne. Si tratta della Trilogia del Demone, resa perfetta dalla scrittura di Mike W. Barr e Denni O’Neill. La storia approfondisce in maniera importante la relazione tra Ra’s al Ghul e sua figlia Talia. Molti i dettagli che entreranno poi nella mitologia del personaggio. Dai Pozzi di Lazzaro alla necessità del sempre più pazzo Ra’s di trovare un erede. Non sono un gran fan degli elseworld, ma di questi tempi è davvero difficile capire cosa sia in continuity e cosa no, per cui va benissimo così!

Vorrei chiudere questa carrellata con una delle storie più pazze degli anni Novanta, decennio tra i più cacofonici del mondo del fumetto. Nell’ambito di un vasto progetto dedicato ai crossover tra le “Big Two”, venne deciso che, date le somiglianze oggettive tra le due biografie, Batman e Captain America avrebbero potuto e dovuto incontrarsi. Si tratta di un altro elseworld, ma di lusso, quanto meno per l’introspezione e i disegni di John Byrne. La resa grafica impeccabile, la capacità di approfondire la perdita del rispettivo partner, profonda e toccante. Un ottimo spunto per conoscere le storie che hanno reso strabilianti i Novanta.

In definitiva, di storie che possano raccontare il Cavaliere Oscuro al di là dei volumi più o meno classici ce ne sono a vagonate. Quando si ha a che fare con un personaggio con una storia così ampia e longeva si ha solo l’imbarazzo delle scelta. La Panini ha naturalmente a disposizione una miniera d’oro, ma la cosa più eccezionale è che, anche oggi, ci sono diamanti di tutte le dimensioni, che aspettano soltanto di essere riscoperti. Le serie di cui abbiamo parlato hanno sancito negli anni l’evoluzione di Batman, portandolo a essere il personaggio che conosciamo oggi. Non è un caso che autori come Grant Morrison prima di cimentarsi con un personaggio del genere si fermino a studiarne il passato investigandone ogni piega.

Oggi, con l’ondata di interesse che c’è per il mercato del fumetto, sarebbe davvero interessante uscire dai binari e presentare, non necessariamente nel formato Omnibus caro ai collezionisti, questo materiale così complesso e ricercato.

 


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